La legenda della creazione E La grande guerra degli elfi
“Si parla spesso di leggende, di racconti antichi che son stati perduti o ritrovati, di storie che raccontano il passato,
varie sono le fonti e gli scritti, il mio compito e’ quello di tentare di narrare gli accadimenti nel modo più vero possibile
io per conto mio faro’ il possibile perche’ la verita’ torni a galla, e che gli avvenimenti che furono dimenticati vengano riportati al giusto posto.”
Le Terre Invisibili, un luogo lontano da tutto, pieno di esseri incredibili. D’incredibile bonta’ o Superba malvagia. Ma non fu sempre così. Di fatti all’inizio questi luoghi erano abitati dai priminati. Un altro nome, un'altra lingua, in essi era racchiusa l’essenza di tutte le razze che in quest’era vagano nelle Terre Invisibili. Si spostavano a cavallo di enormi bestie, i draghi, gli unici ad esser riusciti a detenere il controllo su queste enormi bestie alate. Questi priminati, forse stanchi di vivere in quei luoghi o forse annoiati da questi luoghi salirono sulle enormi bestie alate e partirono. Lasciarono solo alcuni di questi a vegliare sulle loro proprieta’.
Non tutti i primati partirono, difatti alcuni rimasero e si divisero, occupando boschi, paludi, montagne e caverne. La perfezione dei priminati ando’ a cambiare e anche le idee e le abitudini mutarono. Alcuni seguirono la via della forza, della violenza e del caos e nacquero così gli orchi, brutali e dediti al combattimento. Altri inorridirono e aborrirono la forza preferendo un'altra via. Costoro erano gli elfi minuti esseri dalla poca forza ma dal grande intelletto e agilita’. Tutti gli elfi vivevano insieme come un unico popolo e tra loro non vi era alcuna distinzione; tuttavia molti preferivano risiedere nei boschi e contemplare la natura, altri costruivano villaggi nelle radure, erano austeri e legati all'etichetta e alla forma; altri ancora abitavano nella montagna, tra le grotte e dentro di esse costruivano le abitazioni in cui vivere.
Tra le varie comunita' non vi era alcun segno d'intolleranza, ne' sintomi d'inimicizie o incomprensioni: tutti si prestavano per la pace e la giustizia, come pure per il bene comune e l'aiuto reciproco. Con il passare dei secoli pero', le tre comunita' elfiche cominciarono a differenziarsi l'una dall'altra per usi e costumi, modo di pensare e di agire; mentre gli individui di ciascuna comunita' diventavano sempre piu' conformi tra loro, sia fisicamente che mentalmente. In particolare quelli che vivevano vicino alle montagne e nelle grotte, sebbene parlassero di giustizia e di pace, alla parola giustizia accostavano sempre più spesso la parola severa ed inoltre erano solo gli abitanti dei boschi a parlare spesso di tolleranza.
Ma intanto che questi grandi movimenti avvenivano e passavano i secoli, qualcosa accadde: alcuni Priminati fecero il loro ritorno nelle Terre Invisibili. Ma essi non erano piu’ gli esser perfetti di prima.. avevano, infatti, perso la loro saggezza e neutralita’ verso gli eventi… Erano, infatti, alcuni priminati cacciati dai loro simili poiche’ si erano lasciati contagiare da delle idee che non permettevano loro di vedere le cose col distacco che una volta era loro proprio. Alcuni di loro erano divenuti buoni, prodighi, disponibili a soffrir pur di non far piu’ soffrire qualcun altro… erano ora quei candidi esseri che raramente ma con gioia vediamo comparire ancora e che con se recano un aura di bonta’ infinita: gli angeli. Ma assieme a loro era giunta anche la controparte malvagia, e cioe’ quei priminati che godevano delle sofferenze altrui, del male inferto, dei lutti causati… anche i demoni facevano la loro comparsa, per la sventura di tutti noi. Con questi ultimi giungevano anche i loro stupidi e letali servitori: i troll. Esseri quasi incapaci di ragionamenti propri, ma che, se scatenati, hanno in corpo la rabbia necessaria per abbattere un intero bosco. Gli angeli, invece, portarono con loro le fate ed i folletti, piccoli esseri che i Priminati avevano creato cercando di riprodurre la bellezza luce dell’alba riflessa dalle gocce di rugiada sui fiori e sui funghi dopo aver abbandonato le Terre Invisibili. Le Terre andavano sempre piu’ popolandosi, e le lotte per i territori sempre più accanite… Tutti volevano essere padroni di un territorio, e le spedizioni esplorative sempre piu’ frequenti. Fu cosi’ che altre due razze vennero alla luce.
Un gruppo di elfi silvani, un giorno, giunse in una radura incantevole, popolata da strani esseri che erano l’unione perfetta tra persone e natura. Esseri con busto e braccia, oltre ad una strana testa meno allungata rispetto alla loro, e con orecchie piu’ piccole e tonde, ma che avevano un corpo di cavallo che lo reggeva. Questi si chiamavano col nome di centauri e sostenevano che erano i figli prediletti di Gea, la loro divinita’, mentre gli elfi sostengono essere Elynrien la creatrice di tutto, che ha loro più cari tra tutti i suoi figli.
Nel buio delle caverne, gli elfi delle montagne incontrarono in una caverna molto al di sotto della terra degli esseri ancora più strani, dai modi spicci e con lunghe barbe ma corti arti. Vennero chiamati Nani dai loro scopritori. Essi erano forti e robusti lavoratori, instancabili nella loro ricerca di luccicanti pietre e materiali pregiati. Adoravano Ares, il loro dio, e da lui discendevano, almeno secondo le loro storie.
Nei pressi dei villaggi degli elfi dei monti, in un cunicolo immerso nell'oscurita' piu' remota di una delle grotte v'era un bozzolo di ragnatela tessuto d'oro e tenebra, era un ponte su un'altra realta' dell'abisso piu' profondo. Al suo interno stava una mente malvagia, lucida, attiva che percepiva la prigione di un corpo che aveva bisogno di sangue per crescere.
La mente, come ogni ragno, tesseva e spingeva i sottilissimi fili della sua ragnatela dorata nelle altre realtà per cercare qualcosa che sfuggiva alla sua stessa comprensione.
La mente, come ogni ragno, attendeva paziente il suo momento, senza dubitare che, prima o poi, quel tempo, sarebbe giunto.
Intanto nella comunità degli elfi che vivono nelle grotte, nasceva una bimba dotata di grandi capacita' che a nessuno sfuggirono ma che molti preferirono lasciare sopite in lei, come se percepissero queste capacita' come una minaccia per la loro comunità e per tutte le comunità elfiche.
Questa bimba era la figlia del responsabile della comunità degli elfi delle montagne e, per mera curiosita' o per puro dovere, accompagnava il padre nei suoi viaggi presso gli altri gruppi nel bosco e nella radura, inoltre presenziava ai lunghi Consigli fra i responsabili ed i consiglieri di ciascun partito.
Durante tutte le conversazioni alle quali assisteva osservava e ascoltava tutti, soprattutto il padre, come se ogni sillaba potesse avere un significato nascosto e particolare piu' importante che andava carpito e gelosamente custodito.
Dopo molto viaggiare, inizio' a tollerare a stento gli innumerevoli impegni a cui, spesso e volentieri, era costretta a prender parte e comincio' ad annoiarsi e a farsi silenziosa beffa dei partecipanti che continuavano a cadere sempre negli stessi discorsi.
Dopo l'ennesimo Consiglio, in cui era stata seduta in disparte ad ascoltare, un pensiero scivolo' nella sua mente, facendosi strada fra la noia che l'avvolgeva:
Che senso aveva parlare tanto per mettere tutti d'accordo?
Perche' cercare compromessi con chi non li accettava e non meritava un tale trattamento?
Perche' spiegare e ripetere le stesse cose a chi continuava a non capire e metteva in mostra la propria ignoranza?
Intanto la Bambina cresceva prendendo coscienza di se si scopriva bella ed intelligente, ma profondamente sola ed incompresa, proprio a causa delle sue qualita' che avvertiva come un peso, un peso che nessuno sembrava esser in grado di condividere.
Inizio' a vagare pensierosa e assorta nei cunicoli delle grotte, riflettendo fra se' sulla vita e su ciò che sarebbe stata la sua vita nella comunita'.
Un giorno come tanti, mentre vagava pensierosa per i cunicoli, non avvedendosi della strada che intraprendeva, imbuco' un passaggio fino a quel momento mai visitato da alcun esser vivente.
Questo cunicolo discendeva velocemente fin nelle profondita', nel cuore stesso della montagna che ospitava la sua stirpe, sembrava quasi non aver fine. Ma lei, dopo essersi inoltrata per pura curiosita', prosegui' nella totale assenza di luce; si muoveva timorosa e vigile non conoscendo nulla di quel luogo, ma decisa a trovare uno sbocco verso l'esterno.
Quello stesso giorno, qualcosa saetto' nella sua mente, proprio mentre giungeva alla fine del cunicolo, dove questo sfociava in una piccola stanza naturale: un sibilo, un fischio o un rantolo che solo lei poteva percepire nel silenzio tombale del luogo.
L'interno appariva accogliente e inalterato da secoli, presumibilmente dal tempo in cui era stato creato; era una anfratto tanto nascosto che nessuno sembrava sapere della sua esistenza.
Quando si fu abituata alla completa oscurita' del posto si apri' alla sua vista una ragnatela, perfetta e regolare, in cui si intrecciavano sottilissimi fili d'oro luminosi; fremente si avvicino' alla tela, soffermandosi ad osservarla stupita ed ammirata.
Rapita da quelle trame e sorpresa da quell'inaspettato incontro, fissava ogni centimetro, ogni particolare attardandosi sul centro, ove noto' un comunissimo ragno nero che sembrava esser vivo e pulsante ma nello stesso tempo immobile, quasi imbalsamato e pietrificato in quella stessa posa.
Osservava ancora, con la bocca spalancata, meravigliata ed incredula, quasi completamente rapita da quell'immagine, quando senti' un nuovo brusio, gia' udito, eppure diverso dal precedente, chiaro, deciso, più forte ma ancora flebile, appena percettibile che risuonava nella sua mente.
Le pareva di temere quel rumore ma desiderava assaporare nuovamente la sottile quiete che sapeva darle quella sorta di unione.
Intanto il brusio riprendeva ancora, e di nuovo, quasi ad intervalli regolari; per prender un nuovo contatto e preparare la nuova realta' che presto avrebbe voluto manifestare.
E lei, quasi per dar forza e vigore a quel flebile richiamo che pareva risuonar dentro la sua mente più che essere udito dalle sue orecchie, si sforzava di liberarsi da ogni altro pensiero, o turbamento, di concentrarsi su quello che il brusio le diceva.
Cosi’ facendo, le parole che inizialmente le sembravano strane, roche e quasi incomprensibili diventano sempre più chiare…
Tutto fu più limpido dopo.
Folle un sorriso increspò le labbra dell'elfa, mentre gli occhi si spalancavano un sol istante, brillando di una diversa luce; si sentiva alimentata da nuove idee, nuovi pensieri, nuovi ideali; concetti che la Voce aveva saputo trasmetterle e che le donavano vigore e forza.
Usci' dal cunicolo, ormai determinata e sicura come se avesse percorso quella stessa strada centinaia di volte.
Il suo sguardo era diverso, diversa era lei, nel modo di parlare e di agire, di rapportarsi e mostrarsi agli altri.
La Donna ora pretendeva di veder riconosciute le sue doti: la sua bellezza e la sua intelligenza non sarebbero state piu' sprecate durante gli inutili Consigli dove nessuno la capiva a causa della totale incapacità di tutti i partecipanti.
Dimentica del suo ruolo di figlia di un rappresentante della comunità, prese ad abbandonare i suoi impegni e inizio' ad avvicinarsi agli altri elfi della sua comunita' cercando il consenso altrui.
Il suo carisma, le sue parole e le sue nuove idee fecero breccia in molti dei suoi consimili che ora sembravano propensi ad ascoltarla e ad apprezzare le sue qualita'.
I tre gruppi di elfi infatti erano troppo diversi per mettersi d'accordo per il bene comune; ognuno aveva la sua visione: troppe discrepanze, troppe differenze serpeggiavano oramai fra le tre comunita'.
Intanto intorno alla Donna si stava formando una piccola compagnia, persone che, come lei, all'udir le idee della Voce ne venivano sedotte.
Questi elfi erano stregati dalla bellezza e dal carisma di quella donna che conoscevano tutti, ma dalla quale non si sarebbero mai aspettati un cambiamento cosi' radicale.
Queste trasformazioni non passarono infatti inosservate, ma a molti sembro' solo un malessere dovuto al suo precocità mentre molti altri si unirono al suo ideale intravedendo l'inizio di una nuova era.
Lei, finalmente soddisfatta per i suoi risultati e per le continue adesioni che riceveva nella sua comunita', ogni sera, di nascosto, ripercorreva il cunicolo, per poter riferire a quella Voce e parlare con quel ragno tra i fili d'oro.
L'entita' conferiva con la Donna sempre con brusii tenui, appena percettibili, mentre la mente della Donna ascolta fremente di ammirazione, di gratitudine e di riverenza.
Piu' il tempo passava, piu' il brusio sembrava trasformarsi: cresceva in proporzione alle adesioni che la Donna riusciva a procurare; diventava piu' nitido e meno forzato a seconda delle menti che la Donna riusciva a plasmare secondo il suo volere e a sottomettere ai suoi ideali.
Venne un giorno in cui la compagnia che aveva creato, diventata ormai numerosa, indisse una riunione segreta per definire le basi della nuova comunita' e sminuire il valore di quella in decadenza.
I partecipanti ascoltavano ammirati i discorsi delle Donna e anche se alcuni non erano d'accordo su ogni punto, tutti erano completamente presi dalle sue parole, ma all'improvviso una voce maschile si levo': qualcuno non la pensava come lei e osava controbattere alle sue idee, quelle stesse idee che la Voce le ripeteva ad ogni incontro, ogni sera, ogni notte.
Subito dopo quell'interruzione la Donna furente, colma d'ira per l'intervento fuori luogo, sbraito' contro il maschio arrogante che aveva osato attaccare pubblicamente quello che diceva, quello che la Voce stessa le aveva riferito.
L'assemblea segreta si sciolse, tutti tornarono alle loro case con una scusa diversa; la Donna no, rimase nella grotta ove s'era tenuto l'incontro a riflettere, colma d'ira che tardava a scemare, fino a che anch'essa si allontanò, non verso casa ma verso il cunicolo del Ragno e dalla Voce, quasi a cercarne consiglio.
La Donna traboccante d'ira che in quell'attesa si era accumulata anzichè scemare, si inginocchio' di fronte al ragno, parlandole con calma e pacatezza, una finta calma che non poteva esser nascosta all'Entita' che all'interno del ragno si celava.
La donna ripercorse con la mente le vicissitudini di quel lungo giorno fino all'epilogo tanto increscioso.
Quella sera la voce cambio' totalmente, risuono' perfettamente limpida, nella mente della Donna come se per la prima volta mostrasse il suo vero timbro.
Quella stessa voce prese a parlare, breve e concisa, sicura e subdola, suadente e infida.
Parlava delle femmine, della loro superiorita' rispetto ai maschi, e così continuava la Voce alla Donna. quasi rassicurante e sadica, parlandole del non doversi allarmare per quello screzio perche' lei era superiore, e lo sarebbe diventata ancor di più con il suo aiuto.
In quel momento la Donna, che in quello stesso instante perse parte della sua natura elfica per divenire la prima Drow, accetto', senza remora alcuna, di compiere ogni gesto necessario per poter prevalere e veder riconosciuta la sua superiorita'.
Il patto venne siglato, la prima Drow si ferì ad una mano, come la voce le ordinava, lasciando colare il vermiglio liquido sulla ragnatela e sui suoi complicati intrecci dorati.
Il sangue scese sul filo, lo attraverso' come seguisse una via che lo conducesse in un altro luogo dove il nettare doveva andare, quindi sparì nell'abisso, inglobato, fuso, catturato dall'essere che di quel nettare si nutriva, mentre la ragnatela ritornava oro come se nulla fosse mai accaduto.
La Mente tacque per alcuni istanti, pulso', fremette per quelle poche gocce che sembravano estasiarla, quindi riprese a disquisire con la Donna sempre immobile di fronte alla ragnatela, e le spiegò che, fino a quando il filo non fosse rimasto rosso, avrebbe avuto bisogno di sangue e non avrebbe potuto manifestare completamente la sua potenza.
Allora la Donna pensò, calcolo' e decise il da farsi, fredda e sadica come se nella sua mente non vi fosse altro pensiero che procurar sangue per il cerimoniale.
Dopo pochi giorni rapi' un bambino della comunita' vicina, un sacrificio, sicura del suo gesto, lo uccise come una vittima sacrificale e ne donò il sangue all'entita'.
E ancora, e ancora una volta ed un'altra ancora: questo macabro rituale venne portato a termine con sadica ed esasperata precisione ed accuratezza dalla Donna. Rapi' quattro bimbi tra gli elfi che vivevano nei boschi e quattro fra gli elfi che vivevano nella radura.
Per otto giorni compì l'orribile delitto come se per lei fosse una cosa naturale; considerava quegli innocenti, povere vittime dell'epoca che stava nascendo, vittime sacrificabili affinche' il potere dell'entità venisse infine dischiuso dal bozzolo di tenebra ove risiedeva, incatenato.
Eppure il sangue non era sufficiente.
Oramai la compagine dei suoi fedeli si era allargata a dismisura nella comunita' e questo le aveva permesso di circondarsi di sette fidate consigliere; ad esse la donna aveva solamente accennato all'entita' che regolarmente visitava, parlando ambigua di una Voce che nella sua mente le consigliava la strada da intraprendere.
Vista la situazione la Donna decise di rivelare alle sue fidate consigliere il suo mistero e, mostrata la ragnatela, spiego' loro il suo piano ed il macabro rituale con cui l'Entita' doveva essere sfamata.
Intanto la scomparsa di otto pargoli dalle altre due comunita' elfiche, in cosi' poco tempo, preoccupava tutta popolazione. Tra gli elfi si diffondeva la paura, nascevano strane leggende su quelle misteriose scomparse che apparentemente sembravano opera di una maligna entita' che si era scagliata contro gli elfi ma non contro il popolo delle grotte.
Le indagini erano iniziate subito, fin dalla scomparsa del primo bambino, ma avevano ottenuto ben poco, poiche' le prove in mano dei investiganti erano misere, pressocche' nulle e cntraddittorie.
Ma ogni infante scomparso era una traccia nuova, una prova del misfatto, un'indizio sugli intenti di chi compiva il mostruoso gesto; fino a quando fu chiaro agli investigatori che il colpevole risiedeva nella comunita' degli elfi delle grotte.
Gli elfi dei villaggi e quelli dei boschi si riunirono segretamente, all'insaputa del rappresentante degli elfi delle grotte, per discutere sul da farsi.
Durante i precedenti Consigli molto spesso si erano quasi venuti alle mani a causa delle troppe divergenze e degli attriti che separavano ormai la popolazione, si erano sentite parole grosse, minacce di divisioni, sedate grazie all'intervento degli elfi boschivi, da sempre i più tolleranti, ma oramai era palese il malumore degli elfi delle grotte verso i loro consanguinei, ed era palese il ruolo della Donna in tutto questo, e nessuno smentiva il suo coinvolgimento.
Le parole di questa strana elfa erano nelle menti di tutti, i discorsi della Donna erano continue fonti di discussione dentro e fuori dal Consiglio; molti condannavano apertamente e pubblicamente le nuovi ideologie, soprattutto gli elfi che vivevano tra i boschi, ma molti degli elfi che vivevano nella radura sentivano in cuor loro di meritare di piu'.
L'antica comunita' conservava una parvenza di autarchia, mantenendo i suoi rappresentanti e le sue vecchie e radicate istituzioni, tuttavia le divisione e i malumori erano sotto gli occhi di tutti.
Dopo una notte intera passata a discutere, tutti nel Consiglio segreto erano d'accordo: la minaccia degli elfi delle grotte era ormai un fatto che non poteva essere ignorato, gli elfi dei villaggi erano persino convinti che la scomparsa dei pargoli era solo l'inizio di una rappresaglia contro le loro comunita'.
Proseguendo nei loro intenti, le due comunita' riunirono in brevissimo tempo un piccolo contingente di uomini armati che accompagnasse i rappresentanti delle comunita', pronti a tutto pur di scovare l'assassino e di portare in giudizio chiunque avesse avuto una parte in quel delitto.
Ma mentre gli elfi discutevano le sette donne guidate dalla prima Drow si erano dirette verso un vicino villaggio e avevano prelevato altri otto piccoli elfi delle radure ancora nei loro letti, li avevano tramortiti e trascinati nella profondita' della grotta.
Al mattino alcuni elfi delle grotte osservarono stupiti l'arrivo degli armati. I rappresentanti delle loro comunita' si fecero avanti e il rappresentante dei boschivi espose il caso, manifestò le conclusioni di tutti, chiese la restituzione dei bambini e la consegna della sospettata per poterla interrogare e giudicare.
Inaspettatamente i rappresentati degli elfi delle grotte si rifiutarono di consegnare chiunque, assumendosi la responsabilita' di giudicare ed eventualmente punire.
Mentre ancora discutevano animatamente, molti altri elfi dei villaggi giunsero in tutta fretta, perfettamente armati e organizzati. Portavano con loro la notizia delle nuove sparizioni, del nuovo crimine perpetrato nel villaggio degli elfi, insieme alle prove certe della colpevolezza della Donna; ma nonostante questo gli elfi delle grotte dichiararono che sarebbero stati essi stessi a fare giustizia.
Nelle grotte ove risiedeva la ragnatela dorata la Donna dava inizio all'orribile rito sgozzando il primo bimbo.
In superficie gli elfi erano ancora ignari di quanto stava accadendo, ma la battaglia stava iniziando.
Si sentirono grida spaventate, alcuni inveirono, altri proclamarono la sovranita' degli elfi delle grotte su quei territori e breve fu il passo verso lo scontro e l'aperta battaglia.
Gli elfi delle altre comunita' vennero persino derisi e sbeffeggiati, quasi costretti a difendersi dal popolo delle grotte che considerava assurde le loro legittime richieste.
A quel punto tutti gli elfi, inferociti per quell'aggressione, decisero che era giunta l'ora di punire i loro stessi fratelli, perche' non riconoscevano piu' gli elfi delle grotte come appartenenti alla loro comunita', giungendo persino a pensare che tutti potessero aver preso parte alla sparizione dei pargoli o almeno l'avessero coperta.
In inferiorita' strategica e numerica, impreparati ad una lotta che era quanto mai impari, gli elfi delle grotte si videro costretti a ripiegare, combattendo mano contro spada, bastoni contro corazze.
Furono travolti dall'impeto dei regolari contingenti armati e, impossibilitati a ripristinare una difesa ormai svanita, in molti vennero uccisi.
Erano adulti che preferirono la morte ad una indegna fuga nel profondo delle grotte, che in quel momento erano l'unica via di fuga.
Furono soprattutto i bambini e le donne a seguire quella via disperata accompagnate da maschi che per atto di coraggio o di vilta' scappavano dalla battaglia oramai giunta al termine e sfociata in un terribile eccidio.
Questi pochi superstiti raggiunsero le profondita' delle grotte, fin nel cuore stesso della montagna che sempre li aveva ospitati, percorrendo passaggi prima sconosciuti.
Il rito intanto ebbe fine.
Nell'abisso la ragnatela era rosso sangue, la tenebra pulsava e dal sangue degli innocenti la Dea Ragno nasceva.
Immediatamente dono' alle sue otto sacerdotesse grandi poteri, ma non si trattava di un gesto di gratitudine: la Dea sapeva che questo ero solo l'inizio e che loro sarebbero state i suoi pseudopodi sulla terra, mentre lei si occupava di progettare il futuro di una nuova razza, di una nuova era.
Gli elfi dei villaggi e dei boschi, travolta ogni resistenza, stentavano a combattere nel profondo dei cunicoli ove sembrava essersi assestata una resistenza capace di contenere l'urto dell'offesa.
Per questo i rappresentanti del Consiglio e i comandanti delle truppe regolari indissero un'assemblea generale e discussero a lungo della situazione; alla fine decisero di bloccare l'accesso a quei cunicoli.
Stabilirono che quel giorno doveva essere ricordato come il giorno della divisione e che doveva servire da monito a chiunque proteggesse i malvagi e cercasse di camuffare la giustizia con l'arroganza e la tolleranza con l'esasperata severita'.
Quindi turbati nel profondo e provati dal furore della battaglia e dalla tristezza per le tutte le morti, quelli dei pargoli e di chi prima si professava loro fratello, ritornarono alle proprie dimore.
In loro vi era rammarico, ma anche la consapevolezza di aver intrapreso la giusta via con la punizione di un intera comunita'.
Questa infatti aveva preferito combattere i suoi fratelli, piuttosto che infliggere ad un suo membro la giusta punizione per un tremendo delitto e sottomersi alle leggi vigenti fra le comunità fin dall'alba dei tempi.
Nel cunicolo la prima Drow e le sue sette fidate consigliere guardavano il loro popolo: erano anziani e bambini, alcune donne e pochi uomini stremati dalle fatiche della battaglia e dalla rocambolesca fuga.
Ma nessuno venne risparmiato.
Alle loro richieste di sottomissioni, molti non si attardarono a dimostrare la loro riverenza ed il loro servilismo nei confronti dell'ideale della Prima Drow, ma molti altri rifiutarono di sottomettersi, turbati dagli eventi e affranti da una prospettiva di vita che non offriva che morte ed oscurita'.
Questi vennero sacrificati all'istante, e di loro rimasero solo le grida di terrore.
Alla fine della cerimonia e conclusasi la sottomissione d'ogni presente, tutte le femmine sentirono la voce della dea, che diceva:
"Siete il mio popolo, vi chiamerete Drow, Elfi Drow: la vostra pelle sara' nera, come l'abisso in cui vivete e come l'abisso che mi imprigionava, i vostri capelli saranno bianchi come le ragnatele del vostro mondo, i vostri occhi saranno rossi come il sangue che avete versato e verserete per me."
E poi rivolgendosi alle sole sacerdotesse:
"Conquistate il mondo dell'abisso e vi donerò ogni terra."
I Drow si guardarono: il loro aspetto era mutato. Erano molto cambiati ma conservavano ancora molto di quello che erano un tempo, eppure ormai sembravano esser passati secoli da quella battaglia appena conclusasi.
Nello sguardo dei maschi, che non sentono la voce della Dea, lo sgomento era totale; pietrificati, non percepivano altro che la loro inferiorità di fronte a qualcosa che non comprendevano e non avvertivano.
Senza sapere a cosa andavano incontro, scesero nelle grotte, inoltrandosi ancor di più nel cuore della montagna, scendendo fin nell'abisso della stessa, nel sottosuolo.
Nei cuori delle sacerdotesse non vi era timore, solo esaltazione sapevano cosa la Dea aveva dato e promesso loro.
Oramai siamo quasi giunti ai giorni nostri, almeno in confronto ai millenni che in breve abbiamo narrato.
I centauri, per quanto perfetti agli occhi di alcuni, invidiavano l’agilita’ degli elfi e la loro mobilità in mezzo al fitto del bosco ed erano vogliosi di distaccarsi dalla loro natura animale. Fu per questo che una parte decise di rinnegare colei che li aveva creati, per lodare Ares ed ottenere i suoi favori…
Cosa successe dopo, non si sa… ma comparvero nelle Terre Invisibili degli esseri con il busto simile a quello dei centauri, ma con due gambe al posto del corpo equino… Erano gli uomini che facevano la loro comparsa nel mondo. Esseri deboli e volubili, poco affidabili.
Quando gli uomini vennero a contatto coi popoli elfici, non riuscirono ad evitare di rimanere stupiti di fronte a quel popolo con radici così lontane ed antiche, con usi e costumi così raffinati, con un aspetto così superbo. E cosi’, a parte alcune unioni miste, che crearono una nuova razza, denominata mezzelfa dagli uomini, gli umani vivevano sognando di diventare come quel popolo che tanto ammiravano o addirittura come i priminati, di cui spesso sentivano parlare dagli elfi. Nacquero cosi’ anche i mezzi drow che per molti secoli furono disprezzati dai Drow che aborrivano il loro essere per meta provenienti da una razza debole ed inferiore come quella umana.
E come gia’ molte volte era accaduto, questo desiderio ebbe delle conseguenze: alcuni umani iniziarono a studiare la magia, sfruttando alcune informazioni sottratte ai drow o ai demoni... Come gia’ accadde prima, il desiderio di raggiungere cio’ che non è piu’ portò a nefaste conseguenze, e anche i vampiri cominciarono a calpestare l’erba.
E poi, nell’era scorsa, anche i mannari fecero la loro comparsa. Un gruppo di umani, desideroso di conquistare un territorio occupato da quelli che una volta loro chiamavano fratelli, attacco’ all’improvviso e stermino’ un’intera tribu’ di centauri. Gea, già offesa dal loro tradimento di secoli prima, non accetto’ questo insulto ai suoi prediletti, e decise di punire i colpevoli con una maledizione. Ed ora sono tornati ad essere per meta’ animali, come erano prima...
Ultima razza comparsa e quella degli halfling: paciosi esseri umanoidi dall’aspetto tozzo e dalla mente acuta. Non si sa da dove provengano o da chi siano discesi... ma intanto un gruppetto di questi buffi esseri si è gia’ stabilito nelle nostre terre. Esseri ritenuti inutili e invadenti agli occhi dei drow.
IL PRESENTE NELLE GROTTE DEI DROW
Svariati matronati si sono succeduti senza successo seguendo il volere della Dea. Molti dorw sono passati per le grotte buie negli anni a seguire.. poi improvvisamente la sparizione dell’ultima matrona in carica Suglir o anche chiamata Su’Aco ha portato il disorientamento tra i rimanenti del casato. La dea percepita la scomparsa ha mandato dei chiari segnali hai drow facendo intervenire la natura come segno del suo disagio e disapprovazione. Lentamente i drow iniziarono a perdere i propri poteri da lei stessa conferiti. Il favore della dea, che per il casato drow e’ il motivo di esistenza primario, e’ venuto a mancare …di conseguenza lo scompiglio si e' creato fra i componenti del casato per le settimane a seguire. Tra questi un gruppo di drow appartenenti al casato e no, capendo la dura situazione decidono di riunirsi con la nomina di rappresentati del casato. Galidor tra tutti espone i problemi che vengono ad insorgere con l’abbandono della matrona, la perdita graduale dei poteri e l’abbandono della dea. I pericoli che insorgeranno saranno devastanti per il popolo secondo lui, i nani delle profondità inizieranno ad avanzare nei territori che per secoli erano tenuti sotto il controllo del popolo drow..altre popolazioni potrebbero intercedere e approfittare della situazione e accaparrarasi tutto cio’ che rimane o peggio ancora le razze di superficie accorgersi di tutto e iniziare a cacciare i deboli drow. Le questioni presentate da Galidor colpiscono molto i presenti tra cui, Nybosh ex capo della milizia drow, nemexi assassino del casato e psyche ancella della matrona. Dopo vario tergiversare il gruppo arriva ad una decisione, non promuovere una successione al matronato di Su’Aco e cercare di gestire la situazione con le proprie forze…i compiti stabiliti sono quelli di cercare tutti i drow in superficie e nel sottosuolo e raggrupparli e creare un numero minimo per poter avanzare progetti importanti per il futuro. Evitare di dare nell’occhio per non far accorgere la dea di questo “complotto” e tanto meno far sapere alle razze di superficie la questione delicata creatasi e l’indebolimento graduale dei drow . Passato un anno da allora, il tempo si e’ fermato e le stagioni con lui. Tutto tace. Cosi' appaiono le terre a coloro che hanno avuto la fortuna di svegliarsi. Galidor, con la venuta di nuovi drow dagli altri reami prende la decisione di riunirli, e quelli che un tempo erano nemici vengono convocati in una grande adunata. Lord Jagan il drow albino nemico da sempre dei precendenti casati e Wiseacre invece uno dei piu’ rispettati drow e di alto rango lo affiancano. Galidor riesce a convincere loro e alcuni nuovi drow ad unire le forze. Il loro scopo e' evitare di estinguersi nel vuoto delle terre e di far riemergere anche in assenza di un dio, la popolazione drow. Appianando le iniziali divergenze, Galidor riesce dunque a farsi ascoltare e farsi promotore dell’evento. Nel frattempo alla torre della magia arrivano notizie nel quale alcuni drow, sembra abbiano deciso di intraprendere la strada della magia. Senza perdere tempo Galidor li incontra segretamente chiedendo anche udienza ad Amalka. Anche questi a loro volta vengono convinti a partecipare alla redenzione di questo nuovo gruppo indipendente di drow. Tra questi Ravnica, Klera, Korul, kelian_Nor, Etrom, Mysa, Signore dei Draghi, Andurin, Hyan, Litko'zs, Ishmalian_Ravcainan , Lion_de_CanneS. Tra i piu’ importanti Nybosh, Lord Jagan, Wiseacre, Psyche.
Il Diario del Casato
“da premettere, queste informazioni mi son giunte all’orecchio e perciò non sono dettagliate
spero potra’ aiutarti a capire cosa ci ha spinto a perseguire una via così diversa,
con tanta audacia e tanta passione,
e una sicurezza nel cuore che il nostro dio mai ci avrebbe abbandonato”
INCONTRO CON IL DROW MERCANTE (PERIODO IMPRECISATO PRIMA DELLA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
E fu cosi’ che un drow mercante, che mai fu un seguace della matrona, che quel giorno si trovo’ ad avanzare verso le grotte. Il motivo era incontrare Renor Velve’. Non poteva sapere che quell’incontro lo avrebbe portato innanzi alla temuta e potente matrona, che da molto cercava di evitare, quella matrona che un di sarebbe scomparsa. Il drow, Kelian_nor, un tipo che sceglieva da se la propria via e il proprio destino ora era giunto ad avvicinarsi al casato. Ma quale casato? Su Aco era gia’ scomparsa da molte lune e i drow erano allo sbaraglio, sperduti e fuggiti dalle grotte. Un nuovo e strano rapporto si ebbe tra i due jaluk che avrebbe portato Kelian_nor, un mercante, a divenire seguace del casato. Si sa i mercanti sono l’anima di una societa’ che vuole crescere, forse nella mente di Renor Velve’ già iniziava a maturare questo pensiero. Un nuovo alleato si uni così ad una nuova ideologia che ancora non nasceva.
NUOVI PROGETTI GALIDOR E PSYCHE (PERIODO IMPRECISATO PRIMA DELLA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Su Aco era dunque sparita da molte lune ormai, il rischio che qualche jalil desiderosa del potere prendesse il suo posto iniziava a turbare i pensieri di Renor Velve’. Andò dunque alle grotte per incontrare Psyche la probabile futura matrona. Molto il parlare dei due, Le preoccupazioni erano reciproche, non si sarebbe mai potuto accettare che una jalil sostituisse così Su Aco, la prediletta, la prescelta dalla dea Loth. Lo jaluk che giurava la sua stabile fedelta’ al matriarcato e a Psyche, molte chiacchiere volarono pesate e misurate quella sera nella grotta principale, e da allora l’attesa fu ancora lunga ed estenuante.
NUOVI PROGETTI I DROW AL MIETITORE (PERIODO IMPRECISATO PRIMA DELLA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Ed ora e’ giunta l’ora di ricordare cosa accadde nelle fredde notti delle lande nella taverna del mietitore. Un incontro, un complotto a sfavore della Dea. I presenti furono Galidor in primis che propose di allontanarsi dal sentiero della Dea, Psyche che decise di seguire il folle piano di Galidor restando al suo fianco, tanto piu’ che la fiducia che ella ripose un tempo nella Dea non era piu’ tanto forte. Nemexi che autoritario e serio accetto di seguirlo e Nybosh un traditore che decise di tornate per il suo popolo insieme ai suoi oscuri fratelli. Era ovvio la via era giunta ad un bivio, o seguire la dea nel suo folle piano genocida che avrebbe portato alla morte di molti drow, o in gran segreto tradirla e creare un nuovo popolo dove i jalukul e le jalilen sarebbero stati alla pari, dove i drow con le loro sole forze sarebbero riusciti a giungere il potere assoluto e il dominio della superficie. Renor Velve’ con il tempo aveva acquistato la fiducia e il rispetto di alcuni vecchi drow del casato e solamente grazie al loro appoggio potette far avanzare il suo progetto, un insana idea di liberta’, lontano dalla tela dorata e da le catene che essa comportava.
GALIDOR E UN ORCO ASSETATO AL MIETITORE (PERIODO IMPRECISATO PRIMA DELLA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Questo raccontino servira’ a dimostrare quanto un drow grazie ad un pizzico di intelletto puo’ evitare di essere schiacciato da un disgustoso orco puzzolente. Si trovava quel giorno nuovamente al mietitore Renor Velve’ quando incontro un puzzolente orco all’ingresso con la voglia di bere Grog e magari di farsi un buon drow per cena. Si sa niente di meglio di offrire del cibo e del buon grog per essere salvati dalla fame di un orco. Se piu’ questo e’ un Khan degli orchi, colui che comanda le disgustose bestie. Renor Velve’ offri’ lui cio’ che voleva e fu, se cosi’ si puo’ dire, trattato con rispetto, e gli fu salvata la vita. E cosi’ facile portare dalla propria parte un orco senza combattervi contro e rischiare che un colpo casuale ed avventato vi faccia saltare la testa. Se poi basti pensare che un orco sfamato e’ pur sempre, anche se poco intelligente, un buon alleato in battaglia. Chissa’ che non sapesse gia’ che egli era il Khan degli orchi, e quinti temuto e rispettato da tutte le bestie della tribu’.
UNA RINNOVATA COLLABORAZIONE (PERIODO IMPRECISATO PRIMA DELLA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
La torre, luogo di potenti ed oscuri maghi, luogo dove l’ars attraversa ogni vena del proprio corpo portando all’estasi dei sensi. Fu li’ che Renor Velve’ si diresse per incontrare la custode e i drow del casato che avevano riposto nella magia la propria speranza. Avanzando elegante come solo un drow sa fare, su la sua lucertola avanzava lo jaluk, osservando con sguardo fiero la magnificenza dell’imponente torre. A passi lenti scese dalla fidata compagna e fu accompagnato disarmato dalla custode. In breve tempo la convinse a far rinascere un’alleanza. Come? Semplice promettendo nuovi elfi scuri per la causa della custode in cambio della possibilita’ di conoscere e portare a se gli elfi oscuri della torre e di avere un’alleanza che li avrebbe portati ad aiutarsi quando fosse stato necessario.
LA SCORTA ALLA CUSTODE (PERIODO IMPRECISATO PRIMA DELLA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
La taverna del mietitore e’ un luogo strano. In questo periodo e’ desolata ma non e’ sempre stato così. Si trovarono nello stesso luogo la custode, uno jaluk pazzo, una jalil non da meno pazza, un drow albino, un vassallo oscuro, un mago e Renor Velve’. Lo jaluk pazzo, Korul era il suo nome, aveva uno strano modo di parlare come se qualcosa guidasse quel suo strano dire. La jalil invece, shadyl una drow venuta da lontano da una terra in cui molto probabilmente Loth mostrava ancora il suo volto e dove le sacerdotesse erano ancora temute. Filo un umano destinato a divenir vassallo oscuro quando i tempi del conte delle lande fossero caduti. Scorpio, il mago piu’ borioso che le rose nere avevano in quel periodo. Amalka la custode, in fondo io credo fosse di buon cuore ma la sua posizione le imponeva durezza per essere rispettata, non poteva permettersi di mostrarsi debole. Sono tutt’oggi convinto che la sua scelta di vivere nelle lande era unicamente legata ad avere il potere che l’Ars solo poteva darle, cio’ pero’ aveva indurito il suo cuore. Renor Velve’ come suo solito era alla ricerca di nuovi drow da portare alla sua causa. Sperava di convincere Korul e Shadyl a seguirlo nel suo pazzo progetto. Shadyl nonostante avesse scoperto cio’ che accadde nelle profondità delle grotte decise che Renor Velve’ era un pazzo, Korul invece per ora si limitava solo a soddisfare i propri interessi. Questa fu, se cosi’ si può dire, una sconfitta nei piani di Renor Velve’ dimostrando che non tutti i drow erano disposti ad iniziare un cammino senza la dea, soprattutto le jalil che in questo modo perdevano la loro superiorita’ tanto bramata.
ALLE GROTTE: PSYCHE (PERIODO IMPRECISATO PRIMA DELLA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Se vi era una cosa importante nel progetto di Renor Velve’ e’ quella di portare dalla sua parte la jalil che sarebbe altrimenti dovuta divenire la matrona. Gia’ una volta Psyche, l’oscura e perversa jalil, aveva deciso di schierarsi dalla parte dello jaluk. Ora dopo molte lune in cui lei viaggio’ alla ricerca dei drow lei mostro nuovamente di voler procedere per quella via. Era una jalil molto rispettata dallo jaluk e temuta. Renor Velve’ non poteva sapere come, nessun altro poteva immaginare che lei un giorno avrebbe complottato contro l’oscuro signore della notte. I due con aria di complicita’ si allontanarono dalle grotte, desolate, diretti alla torre della magia.
RIUNIONE IMPROVVISATA: LA NUOVA IHLARESS E DUE NUOVE ANNESSIONI (PERIODO IMPRECISATO PRIMA DELLA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
L’oscuro signore ultimamente spesso era nelle grotte, e come lui anche psiche l’ihlaress del casato che Renor Velve’. Perché Ihlaress perché per le idee chiare e la fedeltà dimostrata quella sera questa jalil dimostro di essere degna del più alto grado disponibile di cui Renor Velve’ decise potesse essere disponibile, lei chiamata anche Kylara, una signora drow, oscura e temibile, sensuale ed ingannatrice. Quella sera giunsero anche due nuovi drow. Yllhotui e Klera. Il primo si mostro abile e conquistò subito la fiducia di Renor Velve’. La seconda non da meno, un’adepta della rosa nera. Ma di lei Renor Velve’ decise che Yllhotui, chiamato da allora anche Seke´Olath, dovesse seguirla sino alla dimora. Mi chiedo se lui si fidasse della jalil sconosciuta, anche se ella aveva dimostrato buona propensione dei suoi progetti.
LE TENTAZIONE DELL’IHLARESS (PERIODO IMPRECISATO PRIMA DELLA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Se esiste una cosa che fa sussultare i maschi di qualunque razza essi siano e’ una bella femmina. Sensuale e perversa, provocatoria e infida. E’risaputo che dietro ad ogni grande maschio o re vi e’ sempre stata una femmina che guidava le sue mosse spinta dall’amore, dall’odio, dalla voglia di potere, dalla voglia di sovrastare. E fu cosi’ Renor Velve’ fu tentato da Kylara in una buia notte nelle grotte. E’ ridicolo pensare come un paio di gambe e una carezza possano imbarazzare anche il piu’ freddo e austero dei drow. Quella sera il signore oscuro stava quasi per farsi ammaliare da un’ihlaress senza alcuno scrupolo, pur di acquisire maggior potere lei avrebbe sedotto l’oscuro signore. Fortunatamente quella notte la ragione ebbe la maglio sulle emozioni nel oscuro signore.
IL POPOLO ACCOGLIE… UNO NO! (PERIODO IMPRECISATO PRIMA DELLA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Llannowar, Etrom, Yaggdrasil e Ravnica, quattro drow , quattro modi diversi di reagire ad una proposta di potere o morte. Renor velve’ li incontro’ nelle grotte. Il primo, un tipo particolare, un fanatico, accetto il potere, il secondo senza alcun indugio lo seguì, il quarto anche accetto la strada proposta. Solo il terzo, Yaggdrasil si rifiuto di seguire una via che non conosceva, era convinto che sarebbe rimasto relegato altrimenti nelle grotte e assoggettato nuovamente alla dea. Mi chiedo se avesse saputo allora cosa avrebbe deciso.
CONSIGLIO DROW: IL PIANO DELLA RINASCITA (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
E nuovamente un alleanza nasce Renor Velve’ riusci’ a portare dalla sua un grande drow del casato di Su Aco, Wiseacre destinato a divenire un suo consigliere, Lord Jagan destinato per un breve periodo di tempo a comandare le truppe drow e Satyr un giovane jaluk avido di potere e gloria per la razza. Nei suoi piani Renor Velve’ parlo’ della necessita’ di conservare contatti con il mercante Kelian_nor, con la custode della rosa nera e con il Khan degli orchi. Tutto cio’ per preparare alla guerra contro il piu’ grande degli eserciti tutti i giovani drow che venivano recuperati nelle varie citta’ e luoghi.
RIUNIONE ALLE GROTTE (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
In questo giorno Renor Velve’ dichiara la nascita del casato e delle gerarchie. Pochi ancora erano. I vecchi compagni d’arme vengono premiati. Nybosh viene presentato come spia del casato, Nemexi abile nell’uso della spada diviene il primo tlusher mentre gli altri verranno preparati a crescere all’interno del casato. Questo giorno venne ricordato come il giorno in cui Renor Velve’ mostro’ la propria supremazia e il proprio potere nel casato.
IL CARATTERE DEI DROW (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Sempre il mietitore dunque. Questa volta sono i sudditi del signore oscuro ormai insediatosi alle grotte a dar dimostrazione del loro fare. Waimariwi un jaluk proveniente dal casato dei wai, Etrom un tlusher del casato, Lord Jagan il comandante delle forze armate, Jardya mcIntar una seducente jalil esterna al casato, Lion de Cannes un mago seguace del casato e un umano Brahonian. Un comandante che mostrandosi superiore ordina al jaluk dei wai e al tlusher di combattere con il solo scopo di soddisfare il suo capriccio. Lion che tenta di sedurre la jalil e poi viene minacciato dal comandante di evitare la donna. E Brahonian un umano che da stupido rimane in mezzo ad un gruppo di drow che gli intimano di andarsene. Un bel quadro non c’e’ che dire questo giorno è da ricordare come il giorno in cui i drow si mostrano nella loro perverso agire desideroso di sangue e sempre in cerca di provocazioni.
GALIDOR: PSYCHE E GLI STOLTI DROW (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Se vi e’ una cosa che una jalil proveniente da un casato dove la perfezione e’ tutto non accetta e’ di certo la stupidità e l’agire d’istinto di quello che lei ritiene un jaluk inferiore. Alcuni drow avevano commesso omicidi all’interno di clan che sarebbero un giorno potuti divenire alleanze. Lei era infastidita da cio’ e parlo’ di questo fastidio con Renor Velve’ che pur sentendosi sicuro dei suoi giovani drow era concorde con quest’idea. I drow andavano educati anche ad usare la ragione che per qualche strano motivo mancava loro.
KORUL (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Un giorno alcuni drow si diressero dal signore della notte. Tra loro Llannowar un apprendista mago della rosa nera, un essere che credeva di essere superiore a qualunque altro drow. Affiancato a lui Mysa un giovane e ingenuo drow che si preparava ad apprender l’arte della spada e che era facente parte del casato anche se per la prima volta incontro Renor Velve’. Ultimo Korul il jaluk dallo strano dire. La sua strana parlata sembrava guidata da un qualcosa di più grande. Renor Velve’ teneva ad incontrare quest’essere capendone le potenzialità che un giorno lo avrebbero portato a divenire l’oracolo dei drow. Llannowar e Mysa invece furono uniti in un alleanza difensiva. Compito di Mysa da quel giorno fu di affiancare Llannowar ogni volta che ve ne fosse stato bisogno. Llannowar aveva invece il compito di carpire i pensieri delle rose nere del casato di razza drow che non si erano ancora piegati alla volontà di Renor Velve’.
VISITA ALLA DEGENZA DROW (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
E’ risaputo i drow non hanno paura. Ciò lo dimostrarono Etrom e Renor Velve’ dirigendosi all’ospedale, dai guaritori. Qui infatti vi era in cura Llannowar che dopo esser stato aggredito da enormi lupi. Non era ammissibile che un mago fosse ridotto a viver in ospedale e soprattutto indifeso e perciò Renor Velve’ ordino a Etrom di vegliare su quel giovane mago e avviso, con la minaccia di ridurre a un luogo di morte l’ospedale, Camilla l’alto decano dei guaritori in caso fosse successo qualcosa ad uno dei due.
LA DAMA E L’ORACOLO (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Korul torno’ dal signore oscuro, un incontro fugace di poche parole ma qui il signore della notte si rese conto che quel modo di dire del jaluk non era pazzia ma qualcosa guidava il suo dire, a lui fu data la fiducia capendo che dentro di lui, in quell’apparente insania vi era qualcuno che poteva guidare le sorti del fato. L’oracolo del casato ecco il compito, suo di diritto, che gli fu affidato. Quel giorno una jalil arrivo a corte Whisper, la ragazza giunta da poco fu affidata dal signore oscuro alla ilharess, perche’ potesse divenire la sua dama di compagnia o quant’altro ella desiderasse.
AYLEEN E KORUL, AYLEEN E IL CAVALCA LUCERTOLE (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
L’oracolo attendeva silente che arrivasse nelle grotte, lei invece avanzava ignara di ciò in cui andava incontro. Ayleen una viaggiatrice da luoghi lontani, arrivo nella grotta principale scoprendo di essere attesa. Un breve parlottare dei due che si divisero. La giovane jalil avrebbe in seguito scoperto che il casato era guidato da un jaluk.La jalil ebbe la fortuna di conoscere a breve Renor Velve’ e la sua storia, a breve avrebbe deciso di rimanere nel luogo dove la matrona e la dea non vivevano piu’.
LUCERTOLE ALLA CENTRALE (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Il periodo degli amori e degli accoppiamenti cosa naturale per un animale, anche se grande come una lucertola gigante. Ma cosa accade quando tre di questi esemplari maschi entrano nelle grotte dei drow per conquistare un esemplare femmina? Semplice meglio assecondarli e stare alla larga mentre si sfidano in giochi di supremazia e potere per aggiudicarsi la femmina. Nybosh e Renor Velve’ da padroni di lucertole sapevano il da farsi ed erano attenti alle loro movenze. Di meno Ayleen che forse per ingenuità, o per sfortuna si ritrovo in mezzo a loro la fuga in fine anche se ferita, non gravemente, fu’ la sua salvezza.
INCONTRO ALLA CENTRALE (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Un periodo di confusione regnava nella superficie, dovuto alla guerra, all’invasione di sehan. In ogni caso Renor continuava, come disinteressato, il suo piano. Ordino’ solamente ad alcuni drow di presentarsi alla torre della magia per iniziare un addestramento, alcuni invece dovevano saperne di piu’ su sehan e i mostri che la popolavano. Altri avevano i loro compiti e basta. Alcuni jalil mostrarono quel giorno la loro inebbetudine con l’arte del duellare.
UNA DROW IN CERCA DI RISPOSTE (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Non tutte le jalil hanno accettato che un jaluk potesse stare al potere. Nel tornare nelle grotte, Anika Von Cloe una jalil fedele al precedente matronato, inizio a litigare con Renor Velve’ perche’ egli doveva andarsene, perche’ riteneva che la dea non aveva tradito ma aveva giustamente punito, la lite finì a colpi di lama, Renor si mostro debole perdendo ritrovandosi un taglio sullo stomaco. Se non fosse stato per la presenza di Kylara, ossia Psyche, probabilmente sarebbe deceduto. Kylara si allontano con aria complice con Anika, non so cosa penso il signore della notte ma io ho qualche dubbio su quell’incontro.
SEHAN, L’ARMATA DI HORREN: PRENDERE UNA DECISIONE (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Si incontrarono dunque il signore della notte, l’arpia della fratellanza, la custode della rosa nera accompagnata dal magister e da un apprendista, e il capo dei pirati per decidere il da farsi. Molti dubbi sorsero nelle loro insane menti, un pirata istigatore che disturbava la tranquilla conversazione. Infine Renor Velve’ e Vogh, l’arpia, si allontanarono in pace per prendere una decisione che sarebbe stata contro il nuovo Dio per l’arpia mentre neutrale per L’olath senger che giustamente qualsiasi posizione avesse scelto si sarebbe trovato contro ad una parte dei suoi sudditi. Avviso di fatti alcuni giorni dopo l’accaduto, che ogni drow poteva scegliere se e con chi schierarsi.
AL MIETITORE: UN GRUPPO DI DROW CONTRO UN UMANO PERICOLOSO (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Odrakkir, un mannaro, e chi lo avrebbe detto, osservandolo sembrava solamente un umano grosso e molto agile. Fu così che Mysa, Psyche, Valentinh e Renor si trovarono al mietitore a battibeccare con quell’ essere. D’apprima Mysa era solo nel luogo quando arrivo quell’essere con aria provocatoria, freddo ed impassibile, Mysa ignorò il fare dell’essere. Poi Psyche, entrò dapprima indifferente. Al sentir dire che dall’umano che i drow si celavano perché troppo brutti, lei fece sentire la sua voce dicendo <o forse siamo troppo belli> parole fredde e agghiaccianti, dopo di che giunse Valentinh da stolto sembrava come volesse istigare il fare del drow. Ancora una volta Psyche si era mostrata poco interessata a Renor Velve’, fredda e menefreghista, nel discutere anche egli arrivo’ e subito inizio a provocare il mannaro cercando lite. Costui se ne andò infuriato dal loco, e pian piano anche gli altri.
AL MIETITORE: LEALTA’ E RISPETTO (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Renor Velve’ attese l’arrivo di alcuni suoi fedeli sudditi quella sera al mietitore. Di loro giunsero solamente Lion De Cannes il mago rosso, Llannowar il mago e Valentinh. Solita presenza istigatoria quella di Scorpio che in tutti modi tentava di provocare una lite. Un male atteggiarsi di Llannowar e Renor Velve’ ordinò a Lion De Cannes di punirlo. Subito Scorpio si mise in mezzo con storie ridicole per qualunque drow, cercando di separare Llannowar dalla sua razza. Quel giorno si capi che non era una potente razza ad interessare a Llannowar ma l’essere lui stesso potente, avrebbe tradito perfino il casato per raggiungere i suoi obbiettivi.
AVVENTO ALLE GROTTE: VHAERAUN (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Buia la notte di un capo quando e’ solo senza una guida. Ma questi tempi sarebbero a breve giunti al termine, Renor Velve’ una notte in presenza di Korul, l’oracolo, trovò il suo destino. Vhaeraun il dio, unico figlio della dea Llolth, aveva dato la sua benedizione a quel casato di drow abbandonati dalla dea e manifestandosi a loro aveva deciso di farne il suo popolo eletto. Ordino che si abbandonassero le grotte, e che anche a costo di farsi fintamente amiche le altre razze si avrebbe dovuto conquistare il potere.
DEGENZA: PROPOSTA ALLETTANTE (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Renor Velve’ si diresse all’ospedale per incontrare la decana Camilla. Lo scopo quello di dar la possibilità ad un suo fidato jaluk di entrare a far parte dei guaritori per poter curare la propria razza. Renor Velve’ si dimostra abile manipolatore e riesce tramite anche delle minacce a far istruire dei suoi drow all’arte della guarigione, in cambio di alcune erbe che la tanta richiesta dovuta ai molti malati richiedeva e che solo nelle lande si trovava in abbondanza.
I NANI GRIGI ALLE GROTTE DI ARJ’OL’SHN (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Si incontrarono alcuni drow innanzi all’oscuro signore. Solo il tempo di un riverente saluto e un tintinnare metallico che sembrava sbattere sulla roccia inizio a sentirsi. Sembrava venire da un raggelante cunicolo ad ovest della grotta principale. Insospettito Renor Velve’ chiese a Mysa e Etrom di formare un drappello con i presenti per vedere cosa era accaduto. A Etrom il compito di guidare la spedizione a Mysa quello di gestire la Formazione, fuori le balestre, scimitarre e quant’altro ed erano pronti ad avanzare. Avanti Etrom, successivo Mysa a proteggere le sue spalle, dietro di me Renor Velve’ seguito dall’oracolo, ai loro fianchi due Jalil e una nelle retrovie, dopo un breve intercedere in quel cunicolo che non aveva molto di naturale arrivarono ad un muro di poco più di un metro d’altezza. Drappello fermato ed Etrom avanzò a controllare quasi cadendo scavalcandolo giu’ per un tunnel in verticale. Chiarita la situazione Etrom rimase sul piano a fare la guardia e Mysa per primo inizio’ a scendere una scala di corda, le chiacchiere continuavano fastidiose ed imperterrite con il signore della notte e Mysa non ordinarono il silenzio assoluto rimase tale in parte fino a che il tintinnare delle armi e delle loro chiacchiere giunsero in profondità. Il tintinnio cesso’ e subito un’aria gelida inizio a salire per il tunnel. Lento continuava Mysa a scendere finche’ non vide dei quadrati nel muro dove si udiva squittire. Insicuro proseguì ora piu’ rapido finche’ giunto a pochi metri, un paio, da terra due ratti enormi gli morsero la mano e cadde giù fortunatamente dolorante ma non fatto male, appena riuscii mi alzai in piedi e Renor Velve’ mi disse di estrarre l’arma a noi due i ratti piu’ grossi ai restanti che rapidi scendevano dalla scala i più piccoli. Solo una via di uscita lungo un corridoio. Solo più tardi Mysa si rese conto che forse aveva una costola incrinata e uccise un ratto mentre questo gli stava mangiando la pancia. Le jalil risalirono su per il cunicolo mentre scese Etrom che con Renor Velve’ e Mysa avanzarono per quella via che sembrava tranquilla. Tremori aumentavano lentamente e infine ecco apparire un cacciatore notturno e in seguito un drago marrone del sotto suolo. I tre avevano liberato le gabbie dei mostri dei duergar, fuggendo i tre incontrarono due nani grigi con le cornamuse e li rincorsero…
COMPITI (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
Nel discutere con un antico drow Mysa si vide arrivare nelle grotte una delegazione di drow a cui a capo venivano un paio di guardie. Arrivo nel luogo l’ Ilharess mentre quel drow il cui nome era Jathala si allontano, arrivo anche Tassadar. A Mysa fu dato un messaggio da parte di Renor Velve’ in cui gli veniva ordinato di assumere il controllo di tutti i drow che sarebbero voluti entrare nel casato e che avvessero voluto prendere un posto d’onore all’interno delle schiere combattenti. D’improvviso uno gnomo delle profondità si libero’ gettando scompiglio fu ucciso solamente grazie ad un ragno intermittente che sembrava molto affezionato a Psyche che con un suo morso fece tormentare lo gnomo mentre Mysa gli taglio’ la gola con freddezza. Cosa incredibile fu che poco prima dell’attacco dello gnometto aveva avuto in mano delle spille rappresentanti la maschera di Vhaeraun che lo protessero. La stanza era piena di queste maschere come anche il trono che al centro aveva una in argento molto più grande delle altre. Mysa scopri’ la potenza del dio come anche Tassadar, unica a disprezzare quel dio era psyche.
L’ELETTO (PERIODO IMPRECISATO DOPO LA NASCITA DEL CASATO DI RENOR VELVE)
L’eletto di Tiamat si insedio nelle terre, cosa interessa a noi? Semplice secondo il suo giudizio Renor Velve’ e il suo popolo erano occupanti del territorio delle lande e cio’ valeva dire che dovevano stare alle sue leggi. Cosa avrebbe fatto Renor Velve’, che decisioni avrebbe preso. Una cosa e’ certa Bhatory voleva parlare con lui, A Korul la mente di Tiamat e Mysa il capitano precettore delle Guardie Nere il compito di portare il messaggio. Pensiero di Mysa egli era contro l’eletto, egli riteneva che il popolo drow aveva un solo capo, Renor Velve’, ma se l’alleanza con l’eletto dava piu’ potere allora avrebbe accettato, Invio una Lettera al signore della notte dove scrisse di tale accadimento e di altro ancora.
“al piu’ presto aggiungero’ pergamene riguardanti i nuovi fatti,
vi chiedo solo il tempo di accumulare le voci che giran
o e cercare di capire quelle vere e quelle diffamatorie”
Lo Scriba